L’ansia da separazione è uno dei problemi comportamentali più lamentati dai proprietari ,secondo studi scientifici un cane su sette è affetto da ansia da separazione.

 

Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che la distruttivitàle vocalizzazioni e l’ eliminazioni che appaiono durante l’ assenza  del proprietario, sono delle manifestazioni dello stato ansioso sofferto in quel momento dal cane; quest’ultimo, pertanto, non vuole né vendicarsi, né fare dei dispetti, come invece erroneamente pensano moltissimi proprietari di cani.
Cos’è l’ansia da separazione? 


È una reazione ansiosa che si manifesta in alcuni cani quando rimangono soli o vengono separati dal proprietario anche per periodi di qualche ora.
Generalmente il problema si manifesta quando il nostro fedele amico  rimane solo in casa.
Come si manifesta? 

 

Il tipico cane con ansia da separazione mostra un alto grado di attaccamento nei confronti del proprietario: lo segue per tutta la casa non lasciandolo cosi mai solo; se viene chiuso in un’altra stanza, raspa la porta o abbaia; quando capisce che stiamo per uscire di casa diventa iperattivo ; al vostro ritorno manifesta un entusiasmo eccessivo.
 

A volte può accadere che il cane distrugga oggetti o urini in casa per altre ragioni che non hanno nulla a che fare con l’ansia da separazione (dominanza, territorialità, malattie diverse…). Ad esempio diversi cani urinano in casa ma non per questo si parla di ansia da separazione. Per questo motivo è importante che prima di parlare d’ ansia da separazione venga fatta una visita accurata da parte del vostro medico veterinario per escludere eventuali cause organiche

 

“ME LO FA PER DISPETTO” 
Quante volte ci sentiamo dire questa frase:“Sa di essersi comportato male, perché quando ritorno mi guarda con occhi colpevoli anche prima che io abbia visto il danno”. Ecco l’ennesimo errore di antropomorfizzazione che rischia di aggravare il problema, spesse volte causate da soluzioni fai da te dei proprietari.

Il cane si è comportato in quel modo per ansia, frustrazione, panico, o nella maggior parte delle volte per noia, e NON per vendetta o per dispetto come erroneamente si crede.

Il comportamento da “colpevole” è dovuto a un abuso di punizioni da parte del proprietario inappropriato ,contestualizzati sempre al ritorno a casa,per questo il cane .

Il tipico cane con ansia da separazione, appena vede il proprietario tornare a casa, gli fa le feste con un entusiasmo esagerato ed incontenibile e non si rifugia sotto il tavolo o il letto,perché vederlo tornare è una gioia immensa. Il tentativo di risoluzione fai da te spesse volte porta il proprietario a gestire il problema ,sgridando il cane ogni volta che al suo ritorno trova dei danni, con molte probabilità   il cane incomincerà a manifestera il cosiddetto “processo di anticipazione”, assumendo posture di sottomissione (orecchie basse, gocce di urina, scodinzolio dimesso ecc.) che il proprietario interpreta come una ammissione di colpevolezza. In realtà il cane non è consapevole di aver fatto danni: sta semplicemente associando il vostro ritorno a casa con la punizione.

Punire il cane aumenterà il suo stato ansioso aggravando il problema.
In questo ambito è fondamentale ricordare che la punizione retroattiva, cioè quella data a distanza di tempo dal comportamento indesiderato (oltre i 5 secondi

dall’ accaduto) , può solo peggiorare l’ansia da separazione, perché il cane, non capendo il motivo per il quale lo stiamo sgridando, porta  a diventare  più insicuro. Se puniamo il cane mostrandogli l’oggetto distrutto (o, ad esempio, strofinandogli il muso sulle feci o sull’urina), capirà certamente che lo state sgridando, ma non capirà il perché.

Marcello Messina

istruttore e rieducatore cinofilo